Lorenzo Cassulo

Innovazione e imprenditorialità in Trentino

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I Social Media e l’Italia, una piccola riflessione.

A social network diagram

Image via Wikipedia

I Social Media sono tutto quell’insieme di servizi che permettono agli utenti di comunicare tra di loro creando e condividendo contenuti. Per Social Media si indicano quindi i siti di Social Networking, dove iscrivendosi è possibile creare una ragnatela di relazioni con altri utenti (come Facebook, Orkut, LinkedIN, …) e i siti di Content Sharing, dove è possibile pubblicare contenuti originali, votare, commentare e mettere in relazione tra loro i contenuti degli altri (YouTube, Flickr, …). Inizialmente la differenza tra queste due tipologie di siti web era abbastanza marcata ma con lo sviluppo dei servizi e l’aumento dell’utenza ogni servizio ha introdotto nuove funzionalità sia in un verso che nell’altro ed ora non ha piu’ senso mantenere la distizione.

In generale quindi per Social Media possiamo intendere tutti quei servizi (web e non solo) che permettono agli utenti di sviluppare dinamiche di relazione “sociali” con altri utenti, come la comunicazione e l’instaurazione di legami di “amicizia”, e con i contenuti, come la condivisione (ex-novo o meno) il rating o il commento.

Purtroppo in Italia quando si parla di Social Network (e quindi Social Media) spesso lo si fa in una accezione negativa, il pensiero comune va a Facebook e Youtube e alle varie notizie che, con toni scandalistici, vengono riportate dai media tradizionali. L’attenzione verso i Social Media è completamente focalizzata sugli elementi percepiti come negativi e vengono identificati spesso come la “causa” di fatti di cronaca riprovevoli: i bulli che maltrattano compagni di classe per filmare il tutto e pubblicare su YouTube il video, i gruppi che inneggiano all’odio verso un determinato personaggio pubblico che causano una sua maldestra aggressione, gli esempi non mancano.

Atteggiamenti di questo tipo denotano come in Italia, sopratutto nel mondo della politica e dei media tradizionali, sia necessario sviluppare una comprensione più profonda delle dinamiche di relazione su cui si basano i Social Media. Sembra che la storia si ripeta ogni volta che un nuovo medium incomincia a diffondersi all’interno di una società. Da Gutenberg a Marconi, i media non sono mai stati la causa di mutamenti sociali, quanto piuttosto loro agevolatori: non siamo più ignoranti per colpa di Facebook, semmai grazie a Facebook la nostra ignoranza è molto più visibile.

Liquidare i Social Media come un fenomeno passeggero è sicuramente un atteggiamento “tecnoscettico” oramai anacronistico e snob. Diano uno sguardo a un semplice dato (il 60% degli italiani che utilizzano internet ha un account Facebook) per renderci conto che non siamo davanti a una bolla passeggera ma piuttosto ad una evoluzione.

Stiamo vivendo un passaggio di “mediamorfosi” molto importante alla fine del quale, molto probabilmente, le dinamiche sociali saranno un elemento costante del nostro consumo mediatico quotidiano.

La sfida che editori e imprese possono cogliere oggi è proprio quella di riuscire a utilizzare questo nuovo medium con coscienza e maturità per comunicare con i propri clienti/utenti/lettori/spettatori e sfruttare questa comunicazione per migliorare il loro business, i loro contenuti e i loro prodotti.


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3 Responses to I Social Media e l’Italia, una piccola riflessione.

  1. stefano says:

    Articolo molto bello. Un saluto. Ste

  2. Pingback: uberVU - social comments

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