Lorenzo Cassulo

Innovazione e imprenditorialità in Trentino

By

Social Media in Italia, la ricerca di contenuti e la formazione di opinioni.

Il mio post sui Social Media in Italia ha avuto un minimo di seguito grazie ad Alberto Reggiori che attraverso Twitter ha coinvolto nella discussione Gianni Catalfamo.

Gianni, ha una esperienza molto ampia in termni di social media e aziende ed ha aggiunto una prospettiva di analisi orientata al marketing su cui mi sono trovato molto in sintonia e che ho commentato sul suo blog.

Mi sono ritrovato soprattutto su due punti, uno le cifre e due sul fatto che i social media non sono fatti per cambiare una opinione.
Le cifre citate da Gianni dimostrano come anche l’organizzazione sociale dei contenuti stia marcando il passo a fronte dell’elevata mole di materiale creato e condiviso (e questa è una considerazione più tecnologica che altro), il 95% di risultati inutili è simile al 98% (o anche 99%) di risultati inutili che troviamo su Google.

Ha ragione a dire che le persone pensano concetti e non chiavi di ricerca ma il limite delle cifre che riporta credo sia, appunto, tecnologico, ho visto alcuni promettenti esperimenti di ricerca semantica su UGC che potrebbero aiutare in questo senso.

Ma (e qui torno nel “sociologico”) questo risultato cambia significativamente se restringiamo il nostro campo di ricerca da una massa informe di utenti a determinate reti sociali (o aree geografiche) e su topic specifici: a quel punto i risultati diventano molto più interessanti.
Sono infatti della convinzione che oramai internet sia sempre più orientato al locale e l’esperienza che ho avuto in campo professionale sembrerebbero confermarlo (mi permetto di segnalare Futur3 www.futur3.it una società che realizza servizi wifi territoriali per la quale sto curando in questo periodo le dinamiche di community e la parte sociale dei loro prodotti).
Insomma, qui ci sta certamente una citazione di Guzzanti.

Un’altra cosa su cui mi sono trovato d’accordo è che la comunicazione sui Social Media non forma opinioni, attraverso i Social Media le persone esprimono se stessi, non gli altri, quando inseriamo contenuti nel nostro profilo Facebook lo facciamo per esprimere il nostro io non per comunicare con gli altri (qualcosa che non sia in “nostro io”) o tanto meno starli a sentire.
E’ più realistico, a mio avviso, che attraverso la dinamica delle reti sociali si aggreghino semmai utenti con interessi simili che condividono e consumano contenuti a cui, in qualche modo, sono già affezionati: insomma, detto in parole più orientate al marketing i social media servono a vendere più frigoriferi in dove fa caldo e non a cominciare a venderli al polo nord.

La sfida per aziende e istituzioni è proprio quella di capire queste dinamiche e riuscire a sfruttarle per migliorare i loro servizi e il loro business non solo in termini di vendita ma soprattutto in termini di qualità del contatto con i clienti/utenti.

Reblog this post [with Zemanta]

Rispondi

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: