Lorenzo Cassulo

Innovazione e imprenditorialità in Trentino

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Come fare un buon colloquio di lavoro – Job Speed Date all’Università di Trento

Imparare a fare un buon colloquio di lavoro al Job Speed Date all’Università di Trento

Giovedì sera (7 febbraio 2013) ho partecipato all’evento “Job Speed Date” dell’Università di Trento nella mia veste di Regional Manager di XPeppers. L’evento era la conclusione di un corso di due giorni, durante i quali una decina di studenti selezionati dell’Università di Trento hanno avuto la possibilità di e capire come fare un buon colloquio di lavoro apprendere le tecniche più adatte per presentarsi e parlare in pubblico.

La serata era organizzata invitando diverse aziende trentine a simulare un vero colloquio di lavoro: ognuno aveva una scrivania, un timer e i curricula degli studenti (e devo ammettere con un leggero imbarazzo che noi di XPeppers abbiamo avuto qualche problema tecnico con il timer).

Come nel più classico degli Speed Date al suono della campana (una tromba da stadio simile a una Vuvuzela), gli studenti si sedevano agli stand delle aziende, il colloquio di lavoro iniziava e avevano 6 minuti per presentarsi e fare bella figura, altri 2 minuti poi erano destinati al rappresentate dell’azienda per dare feedback sulla presentazione appena ascoltata. Passati questi 8 minuti gli studenti si alzavano e passavano allo stand di un’altra azienda per iniziare un nuovo colloquio di lavoro.

La serata a me è piaciuta moltissimo, mi sono divertito molto ad ascoltare le presentazioni degli studenti, a metterli ogni tanto in difficoltà per vedere come se la cavavano per poi dare loro feedback alla fine. Per 6 minuti ero il terribile responsabile delle risorse umane e per 2 ero il loro coach (entrambi i ruoli divertenti per differenti motivi).

La regione per la quale ho apprezzato l’iniziativa è sicuramente l’approccio “lean” sottostante a un corso di questo tipo: gli studenti si sono immersi nella teoria per due giorni e poi, nella serata conclusiva, hanno avuto diverse possibilità di mettere il tutto in pratica, ricevendo feedback e quindi migliorando (si spera) ad ogni colloquio (che in Agile chiameremmo “iterazione”).

Un perfetto esempio del ciclo di miglioramento continuo.

Detto questo, mi è capitato diverse volte di gestire la fase di recruitment in diverse aziende, data l’esperienza di giovedì mi piacerebbe condividere una lista dei feedback più significativi che ho dato durante la serata e che non ho avuto mai occasione invece di dare a tutti le persone che ho intervistato negli anni.

Ecco quindi la mia lista di consigli su come fare un buon colloquio di lavoro.

  • Come preparare il curriculum che portate al colloquio di lavoro.
    • Inserite la fotografia: la maggior parte dei selezionatori non si ricorderà il vostro nome ma, più facilmente, la vostra faccia.
    • Inserite il link al vostro profilo LinkedIn: se non ne avete uno fatevelo (siamo nel 2013). Se usate Twitter in modo professionale inserite anche quello, evitate invece Facebook: le fotografie della vostra festa di laurea, attesteranno anche il completamento del vostro percorso di studi, ma difficilmente saranno d’aiuto per una vostra eventuale assunzione.
    • Inserite un indirizzo email serio: il classico nome.cognome@provider è perfetto.
    • Non usate il modello Europass e il layout predefinito: il fatto che il formato Europass sia richiesto non significa che dobbiate scaricare il file .doc e compilarlo e basta, quello che è richiesto è la struttura dell’informazione non necessariamente la sua presentazione. Indicate i dati che servono (inizio, fine, durata, etc..) ma preferite un layout personalizzato e colorato, aiuterà il vostro curriculum a emergere da una pila di curriculum uguali identici.
    • Usate la struttura dell’informazione del modello Europass: quelle sono le informazioni che le aziende vogliono sapere dal curriculum, ma sopratutto è un linguaggio condiviso, utilizzare quella struttura risparmia tempo a chi legge il vostro curriculum che può concentrarsi a valutarne i contenuti e non a interpretarne la forma.
    • Non inserite esperienze professionali non inerenti alla posizione per cui vi siete candidati: se state facendo il colloquio per una posizione da sviluppatore software non serve che indichiate che avete lavorato come cameriere durante la stagione estiva da quando avevate 16 anni. Trovate posto per queste informazioni in altre sezioni del curriculum. Chi vi intervista può trovare inutile sapere che avete lavorato nella raccolta delle mele come esperienza professionale, ma può trovare interessante se in “Capacità e competenze sociali” legge che siete una persona che non ha paura a riboccarsi le maniche e fare lavoro pesante come dimostrano le tre stagioni passate a raccogliere mele.
    • Non inserite frasi fatte nelle sezioni finali del curriculum: le ultime tre sezioni del modello Europass non sempre offrono la possibilità di inserire informazioni utili, la tentazione è di riempirle con frasi fatte da concorso di bellezza, evitate. Piuttosto cancellate la sezione e non inseritela.
  • Come comportarsi al colloquio di lavoro
    • Non ripetete un discorso imparato a memoria: il rischio è che assumiate un tono di voce piatto e che quindi l’interlocutore abbia l’impressione che state recitando, ognuno di noi vuole sentirsi speciale e unico, anche chi vi intervista per un posto di lavoro, se ha l’impressione che recitiate una commedia che ripetete a tutti si sentirà sminuito, inoltre, per chi vi ascolta, il vostro non sarà probabilmente l’unico colloquio di lavoro della giornata quindi vi conviene non annoiarlo troppo.
    • Conoscete il vostro interlocutore: è molto importante dimostrare di conoscere la società a cui si propone la propria candidatura, e magari la persona con cui fate il colloquio di lavoro, aggiunge serietà e motivazione alla vostra persona (due caratteristiche che le aziende cercano).
    • Non vantatevi: le persone che si vantano non sono ben viste, solitamente nelle aziende le personalità “rockstar” sono sopportate solo se hanno ruoli dirigenziali, non a un colloquio di lavoro.
    • Non lamentatevi: lavorare con una persona che si lamenta è la cosa più fastidiosa e frustrante che esista, lamentatevi durante un colloquio di lavoro e probabilmente non verrete assunti mai, assumete una persona che si lamenta e ve ne pentirete per sempre.
    • Non siate troppo tecnici: non cercate di superare in conoscenza il vostro intervistatore, è lui che vi sta intervistando, è lui che deve valutare la vostra competenza, se parlate di argomenti che non conosce o troppo tecnici per lui oltre a metterlo a disagio non gli permetterete di fare il suo lavoro.
    • Non parlate di cose di cui non siete sicuri: la domanda di approfondimento (anche solo per curiosità dell’intervistatore) può sempre capitare, se capita sull’argomento sbagliato, che non conoscete, siete fregati.

Concludo queste riflessioni segnalando la sezione “Carriere” del sito di XPeppers, società per cui lavoro, se vi interessa lavorare con XPeppers e volete mandare il curriculum avete già una serie di consigli utili su come presentarvi al colloquio.

Un grazie a Jacopo Martolini @meta_noia per il contributo

One Response to Come fare un buon colloquio di lavoro – Job Speed Date all’Università di Trento

  1. Alessandro says:

    Complimenti per l’articolo. Molto interessante. Continuate cos

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