Lorenzo Cassulo

Innovazione e imprenditorialità in Trentino

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14 passi per fare una Lean Startup – Presentazione “Pomodoro” alla Entrepreneurship Evening di Bolzano

Come fare una Lean Startup in 14 passi, il mio intervento all’Università di Bolzano

Da alcune edizioni ho il piacere di collaborare come “mentor” all’interno del corso di Lean Startup dell’Università di Bolzano tenuto dal professor Pekka Abrahamsson.

Durante il corso gli studenti affrontano in gruppi tutto il processo di Lean Startup dall’idea al “business plan” fino ad arrivare alla serata conclusiva del corso, la “Entrepreneurship Night“, con una presentazione del loro progetto imprenditoriale davanti a un pubblico di esperti del settore, curiosi, e una giuria “di qualità” che valuta, alla fine, la presentazione più bella.

La scorsa edizione il professor Abrahamsson mi chiese di presentare delle esperienze “da trincea” prese dalla mia vita professionale, io molto contento preparai una presentazione su quella che è la mia visione dell’imprenditorialità e quella che è stata la mia esperienza di costruire una azienda dalle basi, poi durante la serata i tempi delle varie presentazioni si sono allungati e ho dovuto tagliare il mio intervento.

Quest’anno, quando il professor Abrahamsson mi ha chiesto di ritornare ho pensato che si sarebbe riproposto lo stesso problema di gestione del tempo a disposizione, e quindi ho preso ispirazione dalla “Tecnica del Pomodoro”per gestire il mio intervento in topic “time-boxed” scelti dal pubblico come se fossero carte di una lavagna Kanban.

Dato che, ovviamente, durante il mio intervento non sono riuscito a discuterli tutti, ecco qui i miei 14 passi sul processo di Lean Startup organizzati in un ordine logico dall’idea al profitto.

  • Innovation how? Small & Big – Le aziende piccole innovano, le aziende grandi innovano comprando le piccole.
  • Nice Idea or Startup? – Non tutte le buone idee sono adatte per costruirci intorno una startup, per essere adatte ad una startup devono essere idee per prodotti ad alto tasso di crescita.
  • Money!!!!!!!!!!!!!!! – La parte più importante del processo di Lean Startup sono ovviamente i soldi, spesso lavorando con l’innovazione si corre il rischio di innamorarsi dell’idea, della vision, e perdere il contatto con il mercato dimenticando che le aziende sono fatte per fare soldi, questa è la differenza tra la ricerca accademica (che giustamente non deve essere legata al profitto) e l’innovazione industriale.
  • Co-Founders “Don’t be alone forever, please!” – Creare un business sostenibile è dura, fare startup forse ancora di più, e non c’è molto spazio per “one man band”. Fare impresa in team è sicuramente uno degli ingredienti del successo, il co-founder completa le tue competenze, aiuta a vedere le cose in prospettiva e, se necessario, può essere anche una spalla su cui piangere.
  • Super Duper Team – Oltre ai co-founder, che partecipano in prima persona alle gioie e dolori dell’imprenditorialità, un’altra parte fundamentale è il team con cui si lavora. Lavorare in nua startup infatti è molto diverso rispetto al lavoro una azienda avviata: quello che fai non è dettato dalla volontà dei tuoi superiori o da quello che vogliono i tuoi clienti (che non ci sono ancora) ma è dettato dalla visione condivisa del prodotto che si sta realizzando. In ogni caso sul recruitment consiglio sempre questo post di Antonio Cangiano (che ho conosciuto a Better Software di qualche anno fà).
  • Feedback ASAP – Anche se inizialmente quello che guida lo sviluppo del prodotto è la vision condivisa tra i co-founder l’importanza del feedback dal mercato è FONDAMENTALE. Sopratutto nelle startup IT il tempo è denaro, prima si riesce a capire che si sta sbagliando, prima di può correggere il tiro, meno sono le risorse che vanno sprecate.
  • PRE-Totyping “Fake it until you have it” – Uno dei modi più economici per capire se si sta sbagliando è ricevere feedback prima ancora di avere sviluppato il prodotto, creando una piccola demo, pubblicarla e farla provare ai propri clienti raccogliendo feedback con questionari o interviste, la demo non deve essere funzionante al 100%, deve funzionare quel tanto che basta per ricevere feedback. Questo è un concetto di Alberto Savoia, un approfondimento su www.pretotyping.org.
  • Numbers & Measures “How to love excel” – Una volta realizzato il prodotto è importantissimo capire due cose: uno come il prodotto cresce, due come la crescita del prodotto è legata alla crescita del business dell’azienda. Per capire il primo punto c’è una bellissima presentazione di Marco Magnocavallo dal titolo “Un’ossesione per le metriche”, per capire il secondo punto io ho trovato utilissimo il libro “The Knack”. Misurare e conoscere i propri numeri è la chiave per interpretare il feedback dal mercato e misurare le operazioni che compiamo per migliorare le performance della propria startup.
  • Grow! Grow! Grow! – Ogni prodotto o servizio adatto ad essere il centro del business di una startup è un prodotto che deve avere una curva di crescita molto ripida, la crescita è la chiave del successo e i numeri e le metriche possono aiutare a capire quale è il motore di crescita del proprio prodotto e alimentarlo continuamente. La differenza tra un business da startup e i business tradizionali è proprio questa curva, nei business tradizionali la curva è strutturalmente finita a causa di diversi fattori, nelle startup no.
  • Agile and Lean Startup – Nelle startup IT le metodologie agili permettono di gestire il processo di Lean Startup e forniscono utili strumenti per capire il valore di business di quello che si sta facendo: rilasci frequenti, utilizzo delle user story, raccolta e analisi dei dati e processi di stima efficaci sono tutti elementi chiave che permettono di ricevere feedback veloce e misurare la distanza delle performance di business dell’obiettivo.
  • Gross Profit – Il numero di vendite è una falsa metrica di misurazione dell’andamento del proprio business, troppe vendite possono addirittura mettere a rischio la propria azienda. Questo punto può sembrare un controsenso, ma quello che davvero mostra la qualità della vendita non è la quantità ma il “primo margine” cioè la differenza tra i costi di produzione e il fatturato, meglio poche vendite ad alto margine che tante vendite a basso margine. Questa dinamica ha una serie di implicazioni su tutta l’organizzazione dell’azienda che nel libro “The Knack“, già citato, sono illustrate nel dettaglio.
  • Time management “You Only Live Once” – Le risorse si possono sempre trovare, se finisci i soldi puoi cercare altri investitori o chiedere un prestito, se un membro del team lascia l’azienda si possono cercare altre persone, il tempo però è l’unica risorsa che una volta che è andata non torna più
  • Time! (and cash) – Nel mondo dell’impresa non sempre il prodotto di una azienda è il suo business, nel mercato delle acque minerali per esempio il business è fatto dalla plastica che viene usata per imbottigliare l’acqua, non dall’acqua che ci sta dentro, è infatti la plastica della bottiglia che impatta maggiormente sul prezzo, sulla logistica, sul marketing, etc etc. Nelle startup il business è il tempo, quando prendete un finanziamento infatti quello che ricevete è, fondamentalmente, la capacità di pagare X stipendi per Y mesi, questo quindi vuol dire che avete a disposizione X persone e Y mesi per rendere la vostra startup una startup di successo e profittevole. Il capitale quindi vi da tempo, una cosa mica da poco!
  • C.F.I.M.I.T.Y.M. $$$ – Cash Flow Is More Important Than Your Mother – Questo acronimo non è ovviamente mio ma significa che il flusso di cassa nelle aziende è importantissimo, molte aziende infatti falliscono proprio per una sua non corretta gestione. Una azienda ha delle uscite e delle entrate, gestire il flusso di cassa vuol dire assicurarsi, mese per mese, di emettere le fatture che saranno collezionate nei mesi successivi, riscuotere le fatture emesse i mesi precedenti, pagare gli stipendi, pagare i fornitori (solitamente in questo ordine), idealmente questa sottrazione dovrebbe dare sempre un risultato positivo, quando non è così l’azienda deve ricorrere alla linea di credito e incominciare a capire come riportare il risultato in positivo.

In realtà, mentre scrivevo questo post, mi sono accorto che la discussione dei punti era terribilmente incompleta e che ognuno di questi punti meriterebbe un post dedicato e un approfondimento più specifico.

Invece che scrivere quindi 14 post differenti e pubblicarli senza sapere quale di questi 14 post possa interessare mi piacerebbe chiedere a voi, di quali di questi punti vorreste leggere un approfondimento?

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